3 Novembre 2021

Diario Aperto - Paolo Cuciniello - Storie e Riflessioni

Caro diario, 

devo essere onesto con te. Oggi mi sono dimenticato di scriverti. Oggi mi sono dimenticato persino di aprirti. O forse no, non me ne sono dimenticato. Semplicemente ero preso da altro e ho rimandato così tante volte che ti ho scritto nel futuro. Il che a volte è meglio, no? Pensa quante cose avrei da dirti in più dal futuro. Pensa quante cose avrei da dirti in più dal futuro che non ti aspettavi accadessero. Come il fatto che abbiamo ricominciato a lavorare da casa, ad esempio. Questo ieri mattina non avresti mai potuto immaginarlo. 

O come il fatto che il discorso che avevi in questo giorno è stato svolto online e non più in cattedra.

Esatto! Esatto! 

Il che con tutta onestà, caro diario, un po’ mi è dispiaciuto. Avevo organizzato una presentazione “coi fiocchi” e preparato battute che, (a mio parere), erano davvero azzeccate e divertenti! Chissà se sono state captate con un discorso live online; non ho potuto sentire il feedback delle risate come lo si sente dal vivo, ma va bene. Qualcuno ha riso, ho visto. Lo prendo per buono!


Prima di ieri ho sempre avuto discorsi/ incontri/ eventi con scuole, giovani e studenti, mai con leaders e imprenditori/adulti. 

Eri nervoso?

Mmm, forse un pochino, all’inizio. Ma poi pian piano non più. Che c’è da essere nervosi nel raccontare “il mio”? 

Non so. Forse che non eri alla loro altezza? Forse che non avevi le carte in regola per poter parlare a gente come loro? Forse che ti saresti dimenticato cosa dire? Forse che saresti sembrato piccolo? 

Capisco cosa vuoi dire ma sai cosa? 

Cosa?

Loro sono più grandi di me? Certamente! Loro fanno più soldi di me? Probabilmente qualcuno sì. Loro hanno più case, macchine, cose di me? Sicuramente! Hanno più carte in regola di me di dire la loro? Ovvio che sì! Ma dimmi quanti di loro sono Paolo. Dimmi quanti di loro vengono da dove vengo e sono arrivati dove sono arrivato come sono arrivato. Dimmi quanti di loro hanno rischiato di morire lungo il tragitto; di essere sparati in faccia, di un’overdose, di un eccesso d’alcool, di un incidente la notte. Dimmi quanti di loro hanno dormito tre ore a notte per quindici anni e scritto poesie e libri. Quanti di loro sono stati i primi della classe, leggendo dai libri e imparando dalla strada. Dimmi quanti di loro hanno salvato vite. Dimmi quanti di loro hanno cambiato vite! Dimmi quanti di loro hanno vissuto nel sesso, nell’amore, con tre orgasmi al giorno tutti i giorni. Dimmi quanti di loro hanno tre lauree. Dimmi quanti di loro parlano tre lingue e ne capiscono tutte (perché il linguaggio del corpo è tutto). Dimmi quanti di loro leggono. Dimmi quanti di loro hanno girato il mondo. Dimmi quanti di loro si allenano. Dimmi quanti di loro ascoltano. Dimmi quanti di loro toccano anime quando gli passano di fianco. Dimmi quanti di loro parlano al cielo. Dimmi quanti di loro pregano. Dimmi quanti di loro credono. Dimmi quanti di loro vincono. Dimmelo… dimmi tutto questo e poi richiedimi se non ero all’altezza

Sono piccolo? Certo che sono piccolo. Ho così tanto da imparare ancora…

Locandina dell’evento

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