12 Aprile 2022

Diario Aperto - Paolo Cuciniello - Storie e Riflessioni

Quando un tempo sentivo parlare i grandi tra loro lamentandosi di come non avevano più le energie che avevano una volta, dopo aver fatto le ore piccole in giro la notte, non ci credevo. Credevo che era un loro problema, che forse si lamentavano troppo. Perché da piccolo uscivo la sera, facendo l’impossibile, e non tornavo a casa prima delle 2-3 del mattino. Alle 6 poi la sveglia suonava, “colazionavo” (il mio classico) latte e cereali e poi, pimpante e fresco, andavo a scuola. Di tanto in tanto anche bevevo di nascosto con gli amici prima di entrare in classe, o nei bagni, o con la fidanzata dopo la scuola, prima di pranzo. Dio solo sa quanti campari e gin a stomaco vuoto abbiamo bevuto alle 2 del pomeriggio! E non mi sono mai lamentato di nulla, non ho mai avuto nessun problema. (Nessun problema dal punto di vista di stanchezza, che sia chiaro. Perché bere a quell’età fa male, punto ebbasta! E non perché ve lo dicono i genitori ma perché è il vostro corpo a farlo. Perché quando cominciate a perdere sangue da dove non dovreste è già troppo tardi). Ad ogni modo… ora, invece, e più nell’esattezza stamattina, ho capito cos’è che quei grandi volevano dire. Lo capisco mentre sono io stesso a dirlo, allo specchio, e annuisco; “Non sono più un ragazzino. Non ho più quel fisico.” Questo perché sono più o meno un paio di settimana che, ogni sera, per un motivo o per un altro sto uscendo e sto bevendo più del solito. Il risultato? Al mattino mi sento una merda! Mi sveglio sempre tra le 4.30 e le 6.00, sì, ma non mi alleno, non scrivo, perdo sangue quando vado in bagno, tremo e mi alzo di scatto con le palpitazioni, sudato durante la notte, mi viene la nausea quando scopo se scopo troppo forte, ho mal di testa quando arriva mezzogiorno. Lo capisco mentre lo scrivo qui sul diario, e annuisco; “Non sono più un ragazzino, non ho più quel fisico. E le mie priorità sono cambiate.” Esatto. Perché è proprio così, le mie priorità sono cambiate. E credo che in fondo è quello di cui anche quei grandi si rendevano conto. Il loro non era un lamento ma uno cenno di risveglio. E non li ho più visti per cui non so se alla fine si sono svegliati o se hanno continuato a vivere dormendo… ma io voglio svegliarmi. Per cui terrò la mia parola per le cene già in programma questa settimana e poi darò voce alle mie nuove priorità. Lo devo a me stesso. Non perché sono io a dirlo ma perché è il mio corpo a farlo. Non perché siamo noi a dirlo ma perché è il nostro corpo a farlo.

Le priorità cambiano.

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