5 Maggio 2022

Diario Aperto - Paolo Cuciniello - Storie e Riflessioni

Caro diario,

non so ancora di cosa voglio parlarti oggi ma so che devo scrivere per riprendere il ritmo e rientrare nel mood. “Da domani si torna a regime”, diceva sempre mio fratello l’ultima domenica delle vacanze. Ecco, quel domani è arrivato. 

Non mi sono svegliato presto oggi o, quantomeno, non mi sono “alzato” presto. Perché mi sono sempre svegliato alle tre… ma poi ho richiuso gli occhi. Poi ancora svegliato alle quattro, alle cinque, alle sei. Fino ad arrivare alle sette quando ho deciso definitivamente di alzarmi. Ovviamente mi sono alzato rincoglionito ed ovviamente non ho iniziato col piede giusto la giornata. Lavando la faccia ho sbattuto l’estremità del dito della mano, e più precisamente la parte dove finisce/comincia l’unghia, contro quel buco nel lavandino da cui fuoriesce l’acqua in caso lo riempi. Porca put***! Ho esclamato. Poi, lavando i denti, due minuti dopo, ho sbattuto (non so come) troppo forte lo spazzolino contro le gengive e ho rivisto le stelle per la seconda volta. Ma porca put***! Ho riesclamato, questa volta quasi nervoso. Poi però, guardandomi allo specchio, con questo pigiama verde da anziano che ho, ho cominciato a ridere solo solo pensando a Fantozzi; Ho prima pensato alla nuvola che lo seguiva. Poi a quando il laccio della scarpa gli si rompe e allora decide di prendere il bus al volo. Poi a quando, nervoso, si lancia sul materasso ma la moglie ha separato i letti e allora finisce a faccia a terra. Ho esattamente ricordato il suono che emette, riesco ancora a sentirlo mentre per qualche secondo è lì, fermo a terra. Quest’ultimo pensiero ha definitivamente cambiato il mio umore, cominciando a farmi ridere e a farmi entrare in una giornata di tutt’altro colore rispetto a quella in cui ero quando mi sono alzato. Tanto basta a volte per cambiarci la vita; Un ricordo, un pensiero. E ricordo di quando una persona mi disse che questo vale sia ad inizio che a fine giornata. Ricordo di quando questa persona mi disse che, in quelle sere in cui il figlio non riesce a prender sonno, gli sussurra sempre di pensare a qualcosa di bello. Al mare ad esempio. E di come il figlio a volte gli risponde: penso a te


Ormai la giornata è più che iniziata. Sono le 8.32, ho fatto colazione e vicino a me mentre scrivo ho la mia tazza di caffè. Sono tornato ieri dalle vacanze. Siamo stati in un antico villaggio immerso tra le montagne e circondato da delle mura in pietra che lo separavano, in passato, dal resto della Cina e dal resto del mondo. A circondarlo, oltre che alle montagne, c’è un fiume che scorre e che genera tre cascate diverse per i tre dislivelli che ha lungo il suo percorso. Ho meditato ogni mattina vicino ad ognuna di quelle cascate. Son tornato fiume anch’io e insieme con l’acqua son tornato all’oceano. Sono tornato all’origine e non mi spiego perché quel senso di nuovo e di vita non mi abbia svegliato stamane. Ma non piange forse anche un bambino appena nasce e lascia il ventre della madre?

Poi però c’è il suo abbraccio. 

Poi però c’è il suo volto. 

Poi però c’è un nuovo percorso in cui sta a noi, ogni volta, decidere se stare bene o no…

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