8 Maggio 2022

Diario Aperto - Paolo Cuciniello - Storie e Riflessioni

Ancora una volta riapro il diario e trovo il titolo per una pagina bianca: “Un sogno nel pettoChissà che volevo dire, chissà di cosa volevo parlare. L’ultima volta che è successo ricordo di aver provato a riprendere il discorso, o almeno cercato. Questa volta neanche ci proverò. Ho la testa presa da altro, ho i pensieri altrove. Ho i pensieri alla comica ipocrisia del mondo. Ho i pensieri al fatto che ieri ho visto un film sulla grandezza di un paese; sulla sua solidarietà, sui suoi sogni mancati, sulle sue guerre, sulle sue ingiustizie subite e i suoi nemici abbattuti con gloria. Sul suo insegnamento ad aiutare il prossimo, sul suo darsi una mano, sul suo combattere per il proprio vicino. E poi mi ritrovo riportato due volte in un giorno al “comune” da quelli del condominio per il casino dei lavori in corso nel nuovo appartamento. Ed era il primo giorno di lavori, andiamo bene! Hanno addirittura chiamato la polizia perché… mi sembra giusto, chiamiamo la polizia che forse i lavori sono illegali. Peccato che i lavori non lo erano e anzi, abbiamo la certificazione e il permesso che si possono fare dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 18. La comica ipocrisia del mondo. Come hanno fatto loro quando hanno ristrutturato casa appena comprata? Si vede che i loro masti lavoravano di notte, quando tutti dormivano. Devo suggerirlo anche ai miei, è una buona idea! E non so neanche perché stamattina questo pensiero mi da fastidio. Forse perché stamattina mi sono alzato dal lato sbagliato del letto. Forse perché ieri Coral, presa da mille cose, è caduta e si è slogata una caviglia. Forse perché ogni singola persona in questo mondo prova a fotterti. Forse perché parliamo tanto di guerra e di come non farla e poi non sappiamo neanche rispettare una fila per fare il COVID test. Forse perché prima parliamo di aiutare il prossimo e poi acceleriamo al semaforo perché dobbiamo passare prima della nonnina con la nipote. Forse perché prima parliamo di quanto bello è mangiare e poi per guadagnare di più vendiamo prodotti scaduti o andati a male o non disinfettiamo le cucine coi topi dentro. Forse perché sono l’unico stronzo che ha attorno chi paga il 70% di tasse mentre gli altri non pagano e si lamentano pure. Forse perché sono l’unico che sorride quando tiene la porta aperta ad una sconosciuta dietro e poi si deve sentir dire: “potevo farlo da sola.” Forse perché sono l’unico che non si brucia i neuroni col telefonino in mano 24h su 24. Forse perché sono l’unico che ancora fa qualcosa col cervello. Forse perché sono l’unico che ancora scopa col pisello. O forse perché sono proprio l’unico che scopa ancora. Perché come fai ad essere nervoso dal mattino se hai scopato appena sveglio? Io sono nervoso stamattina forse proprio per quello, perché non l’ho fatto. E allora la gente non scopa, è l’unica spiegazione. E allora vedi che aveva ragione Cetto Laqualunque quando diceva: “chiu’ pilu pe tutti”? “Chiu’ pilu e chiu’ pizza pe tutti”, aggiungerei. Citando un mio amico che so che non mi legge. Chiu’ pilu e chiu’ pizza pe tutti


Un sogno nel petto”; chissà che volevo dire. Forse che non ci sono chance nelle scuse e nei lamenti. Se non mi batto, se mollo, come voglio aspettarmi dei cambiamenti? Non c’è fine alla lotta, qualcuno mi ha detto. Un sogno nel petto da realizzare da sveglio… mentre ancora ci ostentiamo a voler dormire.

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