17 Maggio 2022 – Ci Hanno Ragione

Diario Aperto - Paolo Cuciniello - Storie e Riflessioni

Dovrei cominciare a sistemare questo diario perché tra due mesi dovrò pubblicarlo in un libro. È già passato un anno. L’estate scorsa mi sembrava un’impresa impossibile questa e invece, ora, quanti giorni sono che ci parliamo? Quanti giorni sono che vi scrivo, quanti che mi leggete? 
Mi viene da pensare alla forza di un diario. Alla potenza della parola. 

Ve lo dicevano da piccoli che le parole possono far più male della spada? A me dicevano anche che possono far più bene di una carezza e leggendo i vostri messaggi non potrei esser più d’accordo. Mi dispiace solo che molti li ho cancellati, (sempre per quella mia concezione che le cose belle devono restare dentro e non fuori). Ma per fortuna Angela mi ha convinto a conservarlid’ora in avanti. “Perché che ne sai se un domani non ti verranno in soccorso proprio quando ne avrai più bisogno? Una carezza fa sempre bene”, mi ha detto. Una carezza fa sempre bene. Pensavo poi a se organizzarlo soltanto o farlo correggere anche, questo diario. Di certo ci saranno errori grammaticali qui e lì, errori di forma, errori di verbi. Ma quasi, quasi vorrei lasciarli. Quasi, quasi vorrei non correggerli perché davvero così parlo mentre al mattino bisbiglio in silenzio e vi scrivo. Già me li immagino i commenti dei “colti” poi, dei letterati. “Nemmeno italiano sa parlare e scrive libri?”

Sì, mi piace l’idea

Nemmeno italiano so parlare e scrivo libri. Nemmeno italiano so parlare e tocco le persone da così lontano. Credo che non correggerò proprio nulla. Tanto chi si soffermerà sulla virgola messa al posto sbagliato alla fine sa già tutto, non avrà di certo bisogno di leggere un altro libro di Paolo Cuciniello. E poi, per come la vedono loro, mica mi pubblica la Mondadori? Perciò a prescindere non posso saper scrivere. E ci hanno ragione! Io mica so scrivere.


Sorrido mentre penso a quante volte da piccolo, questo mio spirito ribelle, mi ha portato a fare così.
Pensate siano fighi ora, nel 2022, gli artisti che vanno in TV con la giacca abbottonata senza maglietta sotto? Io lo facevo a quattordici anni. E forse anche prima. Quando per voi era solo volgare. Quando non era la moda ma ero io. Mia madre mi diceva di vestirmi con la camicia e la cravatta per i matrimoni, i battesimi o i compleanni di amici o amici di amici di un certo “ranco sociale”. Io ci andavo coi capelli tinti di rosso, la canottiera e le collane. Io ci andavo vestito largo con la camicia vecchia Versace di mio fratello e i jeans doppio colore strappati. Quando loro nemmeno sapevano chi era Versace
La pelle che abbiamo.

Ve lo ricordate quell’articolo?

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