16 Settembre 2021

Diario Aperto - Paolo Cuciniello - Storie e Riflessioni

Avrei dovuto scrivere la scorsa notte ma non so perché non l’ho fatto. Tornando dalla passeggiata; al chiarore della luna, all’andare delle nuvole, al suono delle cicale. Le cicale. Conosco una storia a proposito delle cicale. Me la raccontava sempre mio padre da piccolo.

Che fai, come le cicale?

Perché? Che fanno le cicale?

Non lo sai che fanno?

No.

Cantano, cantano. Belle cantano tutta l’estate. Poi arriva l’inverno e muoiono. E sai perché?

Perché?

Perché cantando si sono dimenticate di mettere il cibo da parte. Invece le formiche…

Le cicale… avrei dovuto parlarne ieri sera. Avrei saputo descriverle meglio, avrei saputo descrivere meglio come mi sentivo. Oggi invece è un altro giorno. Oggi invece fuori c’è silenzio e la notte è buia. Quelle nuvole dopotutto stavano arrivando, non andando. Oggi invece è un altro giorno e pensavo, che in fondo il silenzio è ovunque attorno a noi. Basta fare un passo e uscire dai pensieri. Basta solamente fare un passo e uscirne. Eppure come ci illudiamo che la notte gioca il suo, che la montagna gioca il suo, che la solitudine gioca il suo, che il mare, che l’oceano, che una spa, che un viaggio, che un abbraccio, che un orgasmo, gioca il suo… quanto basterebbe solamente fare un passo e uscirne.

Che pace.

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