10 Gennaio 2022

Diario Aperto - Paolo Cuciniello - Storie e Riflessioni

Che notte è stata la scorsa… sembrava stesse andando tutto bene ma all’improvviso ho cominciato ad avere problemi con il respirare. “Un po’ d’aria fresca e mi passerà”, ho pensato, “una boccata d’aria e due passi fuori”. Invece uscendo fuori respirare ha cominciato a fare male. 

“Andiamo a casa”, ho detto a Coral. 

“Tutto ok?”, mi ha chiesto. 

“I don’t know. I feel off.” 

A casa le cose sono peggiorate. Ho cominciato a respirare male e a tremare, come di freddo. Forse la polvere? Forse qualcosa mi ha fatto allergia?

“La devi smettere di fumare!”, mi ha rimproverato Coral e poi: “vieni qui”. E mi ha abbracciato.

Ci siamo messi a letto. Io con due cuscini sotto alla testa. 

“Cazz! Mi sento un vecchio.” 

“Tu la devi smettere di fumare e di bere!”

Ho avuto freddo. Ho tremato in un modo che non riesco nemmeno a descrivere. Respiravo male, in maniera rumorosa e affannata. “Ecco il COVID”, ho pensato, e ho cercato di fare mente locale dei posti in cui sono stato la scorsa settimana. Nessun caso da quelle parti. Allora devo averlo preso in qualche altro posto.Intanto tremavo e respirare faceva male. Non riuscivo a dormire. Ho cominciato ad avere dolori fortissimi alla pancia, insopportabili. “Qualcosa dentro si è rotto, chiama l’ambulanza!” E mentre stava per digitare il numero, in un arco di tempo che mi è sembrato lunghissimo, mi è venuto in mente che se fossi solo neanche l’ambulanza saprei chiamare. 

“Qual è il numero?” 

“120”. 

“Se succede qualcosa a te, io manco aiuto riuscirei a chiamare”, ricordo di averle detto. O di aver pensato. “Aspetta! Non chiamare ancora.” 

Ho sempre avuto non bei ricordi con le ambulanze e se devo chiamarla dev’essere l’ultima cosa. Sono andato in bagno. Ho camminato per casa. Ero diventato bianco in volto e camminavo a piccoli passi tremando ma i dolori allo stomaco si erano alleviati. Ho preso il crocifisso. 

“Giusto per chiedergli scusa”, ho detto ridendo a Coral.

Non stavo meglio ma ho cercato di mettermi a letto. Bagno di sudore fino alle 3, quando mi sono svegliato per il mal di testa e ho deciso di alzarmi. 

“Hey.”

“Shh. Stai qui, tu. Io vado di là.”

“Lascia le porte aperte però.”

“Sì.” e l’ho sfiorata.

Di là ho fatto colazione; anche se non ne avevo voglia. “Magari mi aiuta perché ieri a cena ho mangiato solo frutta e whisky”. Nel silenzio ho preso un libro, letto un racconto, riflettuto. Sorriso. The Garden Party by Katherine Mansfield. Posato quel libro e preso il Vangelo bianco, quello che il prete ci regalò a un campo scuola nel 2004 e che porto sempre con me. Lo apro sempre a caso, al mattino, e così oggi. 

Ora l’anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest’ora? Ma per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome.

E che devo dire? Padre, salvami da quest’ora? Ma per questo sono giunto a quest’ora. Mi è tornato in mente che non devo avere paura. Perché lo so e l’ho sempre saputo. No, Paola? 


4:49. Pubblico questa pagina e sereno andrò, tremando e respirando male, ad abbracciare Coral. A dirle che l’amo. Ad accompagnarla nel sonno e chissà… forse a toccarla per l’ultima volta se non riaprirò più gli occhi.

3 Comments

  1. È sempre inappropriato intromettersi nel dolore altrui, scusa se ti sembrerò invadente… il tuo malessere, da come l’hai raccontato, ha riportato alla mia mente il periodo in cui soffrivo di attacchi di panico e ogni giorno mi sembrava quello della mia morte, dove anche a me veniva da scusarmi con Gesù per i miei molteplici peccati

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