24 Marzo 2022

Diario Aperto - Paolo Cuciniello - Storie e Riflessioni

Oggi è una di quelle mattine in cui so che vorrei scrivere ma niente esce fuori. Saranno già quaranta minuti che guardo questa pagina bianca, ormai. Volevo cominciare dicendo che ieri, una ragazza, leggendo questo diario mi ha fatto i complimenti per la qualità della scrittura e in modo particolare per la costanza del “progetto” che sto portando avanti. Le ho detto che è semplicemente un diario. Mi ha risposto che tanto semplicemente un diario non lo si fa. Che serve sedersi, giornalmente. Guardarsi dentro. Che ai giorni d’oggi non si trova mai il tempo. Che anche lei ne aveva cominciato uno ma smettendo dopo solo qualche settimana. L’ho ringraziata e in metropolitana, tornando a casa, ho aperto questo blog e questo diario per vedere cosa stavo combinando. Non avevo mai sbirciato su tutte le “date” prima di ieri; una volta scritte non sono mai più andato a ricontrollarle, mai più andato a rileggerle. Fa un certo effetto vederle tutte insieme, devo ammetterlo. Mi sono anch’io congratulato con me stesso per la costanza.

E me stesso ha risposto!

Mi ha detto che è semplicemente un diario. Che è semplicemente vita e che tutti sono costanti in quello che fanno, anche se quello che fanno è smettere ogni volta o provarlo una volta sola. Tutti sono costanti nello svegliarsi, tutti sono costanti nel guardare il telefonino, tutti sono costanti nel leggere cazzate, tutti sono costanti nel fare colazione, tutti sono costanti nello scopare. Tutti sono costanti nell’andare al lavoro, tutti sono costanti nell’andare a scuola, tutti sono costanti nel mangiare, tutti sono costanti nel bere. Tutti sono costanti nel pensare, tutti sono costanti nel giudicare, tutti sono costanti nel fare cose… quando le fanno o quando smettono, indipendentemente da se ne prendono nota o meno. Certo, leggere a fine giornata che in 24 ore abbiamo respirato per 20,000 volte ci fa rendere conto della vita, leggere a fine settimana che ci siamo allenati 14 volte ci fa rendere conto dell’importanza del movimento del corpo per l’equilibrio del cervello, leggere quanto spendiamo ogni mese per ciò che mangiamo ci fa rendere conto dell’importanza del cibo… ma quelle cose accadono indipendentemente da se le scriviamo o meno. O no?


Questo volevo cominciare col dire stamattina ma poi, rendendomi conto che non ho capito una mazza di quello che me stesso mi ha detto, mi sono bloccato. Perché avrei solamente iniziato un discorso senza né testa né coda. Però la parola costanza ha cominciato a risuonare, e risuonare, e risuonare. Volevo parlare di costanza. Nella vita ci vuole costanza. Nelle cose ci vuole costanza. Le cose che facciamo determinano la nostra vita e la nostra vita determina chi siamo. Pertanto, chi siamo è determinato dalla costanza delle cose che facciamo. O dalle cose che facciamo con costanza- fa un po’ te. Fatto sta che Costanza è l’amica che ieri mi ha fatto i complimenti e che ora ringrazio; Grazie! Ti sono grato. Come sono grato alle cose che faccio. Come sono grato alla vita. 

… come sono grato a quando parlo da solo in metropolitana, o a casa, al mattino scrivendo, bisbigliando

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